Finanziamento dalla folla “Crowdfunding”

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Tante idee, magari grandi idee, ma niente fondi. Niente paura, non c’è bisogno di chiudere i progetti ad ammuffire in un cassetto aspettando il momento propizio: il finanziamento in tempo di crisi si chiama Crowdfunding. Quando i canali tradizionali di accesso alle somme necessarie, ad esempio le banche, si rivelano difficili da percorrere, piccole e medie imprese, e anche privati, non devono soffocare la propria creatività, ma chiedere aiuto alla “folla”.

 

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Cos’è il crowdfunding
Il termine deriva proprio dall’incrocio delle parole inglesi “crowd”, folla, e “funding”, finanziamento, indicando la pratica di “trovare fondi attraverso la folla”, ossia una modalità di microfinanziamento dal basso che si avvale dell’aiuto di benefattori che scelgono di investire liberamente, ispirati dal progetto e dall’idea proposta.

Questa forma di finanziamento alternativo, la raccolta fondi del nuovo millennio, rappresenta uno dei tanti ritrovati della sharing economy che per funzionare si avvale del mezzo più efficiente a disposizione nell’era 2.0, il web, dove le idee scorrono veloci, l’informazione si diffonde in tempi rapidi e gli strumenti messi a disposizione per “farsi pubblicità” sono i più disparati. La raccolta fondi nell’era digitale si è diffusa a macchia d’olio, con un aumento esponenziale negli ultimi anni. Si parla di oltre 56 milioni di euro raccolti nel 2015, contro i circa 30 milioni del 2014: una crescita resa possibile proprio grazie alla metamorfosi geopolitica globale subita negli ultimi anni, dove l’utilizzo di Internet, ambiente virtuale, consente di mettere in contatto idee e progetti, persone o gruppi di persone e capitale, sfruttando strumenti informatici quali social media e social network.

La novità, infatti, è rappresentata proprio dal modo di utilizzazione di tali mezzi per raggiungere svariate comunità di imprenditori, persone comuni, artisti, permettendo alla propria iniziativa di raggiungere una platea sostanzialmente illimitata a cui chiedere sostegno economico.

Modelli di Crowdfunding
Sono diverse le tipologie di Crowdfunding, pensate per rendere l’esperienza più agevole e finanziare al meglio il proprio progetto, modelli che si adattano anche alla specifica legislazione fiscale ed economica vigente nei vari paesi:

– Reward
Questo modello prevede una ricompensa/premio stabilita dal donatore per l’investitore che effettua una donazione; questa può essere commisurata al contributo oppure anche di valore simbolico, ossia inferiore alla donazione. Può trattarsi ad esempio di un ritorno economico sotto forma di una somma di denaro o nel cd. “pre selling” del prodotto/servizio che si è scelto di finanziare, il quale può essere ottenuto prima della sua effettiva realizzazione sul mercato.

– Donation
In questa tipologia l’investitore/finanziatore dell’idea o del progetto fa una donazione in denaro senza ricevere nulla in cambio. Si tratta di uno schema particolarmente adatto al finanziamento di iniziative avente carattere sociale e civile, ad esempio quelle promulgate da iniziative no profit, enti a scopo sociale e altre associazioni che spingono la società a collaborare con intento caritatevole e filantropico.

– Lending
Questo modello consente la raccolta di denaro tramite una piattaforma web che poi andrà ad erogare i fondi sotto forma di prestito, dietro corrispettivo finanziario, ad un’ampia serie di mutuatari. La piattaforma, in sostanza, gestisce richieste di finanziamento ricercando soggetti disponibili a partecipare all’erogazione di questo a favore del richiedente, ricevendo in cambio una remunerazione del capitale sotto forma di interessi. Trattandosi di una norma di intermediazione creditizia, l’attività è sottoposta alla normativa sul credito e alla vigilanza della Banca d’Italia.

– Equity
Questa tipologia consente agli investitori, a fronte del finanziamento, di ottenere la partecipazione alla compagine finanziaria dell’impresa finanziata. In sostanza, l’investitore ottiene strumenti partecipativi al capitale di rischio del progetto finanziato (ad esempio quote di S.r.l. o azioni di S.p.a.) con il complesso di diritti patrimoniali e amministrativi che ne derivano.

La disciplina del crowdfunding in Italia
Il modello equity rappresenta l’unica forma di Crowdfunding disciplinata in Italia: con un regolamento del 26 giugno 2013, la Consob ha disciplinato alcuni specifici aspetti del fenomeno con l’obiettivo di creare un “ambiente” affidabile in grado, cioè, di creare fiducia negli investitori.

Chi possiede i requisiti previsti, previa autorizzazione dell’organo di vigilanza, potrà gestire le piattaforme di Equity Crowdfunding, attraverso le quali saranno pubblicate offerte sottoscrizione dell’investimento. Gli offerenti, tuttavia, potranno essere solo: start-up innovative, PMI innovative, OICR e società che investono prevalentemente in startup o PMI innovative.

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